Rinascita Scott, Mantella: “Il clan Barba ha sostenuto Costa, affare da... Reggio. Tutti hanno visto Maradona ballare, Youtube è piena di video di quella sera, ma quei momenti valgono qualche, Quella partita finì in pareggio, 1 a 1, la ricordo anche per un altro motivo: Maradona fece uno dei gol più belli, tanto bello che qualche anno fa ci ho scritto sopra. Eravamo ragazzi, eravamo ingenui, era un ragazzo anche lui e giocava con noi, per noi. Non l’ho mai visto rimproverare un compagno di squadra per un passaggio sbagliato. "Una rete fantastica, con un tiro a incrociare dal limite dell’area" Intorno alla mezz’ora del secondo tempo, sullo 0 a 0 venne assegnato un calcio di punizione a due in area, in favore del Napoli. Alcuni ragazzi che conoscevo andarono a quella partita, li ho sempre invidiati. Diego Maradona è arrivato al Napoli da poco, siamo in inverno, stagione 1984/1985, in una giornata di pioggia e fango gli azzurri vanno ad Acerra, periferia nord del capoluogo, per un’amichevole. Palla dalla difesa a Maradona prima della linea del centrocampo, l’argentino è uno contro uno con l’ultimo uomo del Bayern, non toccò nemmeno il pallone per stopparlo, perché vide (e prima di vederlo, lo seppe), dall’altra parte del campo, Careca che arrivava a tutta velocità. Dal momento del gol in poi non ricordo più nulla, nemmeno il modo in cui tornammo a Napoli, ma il dopo non contava più, il tempo era rimasto incollato per sempre, insieme al pallone, sul petto di Diego Maradona. Racconto della nostalgia di uno dei più forti attaccanti passati per il nostro campionato. Ma il cugino di Haaland sogna pecore elettriche? C’è però, prima di chiudere, un altro gol sul quale occorre fermarsi, un gol dal quale si capisce che quando Diego Armando Maradona si metteva in testa una cosa. Dopo il primo pareggio del Bayern, arrivò il secondo gol del Napoli, a velocità impressionante. Dopo il primo pareggio del Bayern, arrivò il secondo gol del Napoli, a velocità impressionante. Un racconto di quando andavamo tutti allo stadio. Maradona fa piegamenti davanti a una vecchia auto, i compagni si muovono intorno. Era un fuoriclasse, ma era anche uno di noi. These cookies will be stored in your browser only with your consent. L’argentino a un certo punto comincia a muoversi come un pugile, saltella fingendo di tirare ganci all’aria, si avvicinano dei bambini per una foto, piccoli e timidi nei loro cappottini, poi comincia la partita. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website. Date: 30 October 2012. Fu così anche quella volta ad Acerra. Quei minuti commoventi e divertenti sono anche un messaggio ai giocatori del Bayern: «È la semifinale, voi siete forti, ma io sono più forte e stasera perderete». A chiunque facesse bene una cosa – qualsiasi cosa – i complimenti sarebbero stati “A livello di Maradona”. Ogni volta che il pallone arrivava a centrocampo diventava preda di Maradona. Diego Armando Maradona. L’argentino ci faceva vedere, domenica dopo domenica, che dal mondo immaginario a quello reale c’era un minimo scarto, una soglia piccola da attraversare; bisognava avere fiducia e fantasticare meglio, di più. MARADONA: il riscaldamento più famoso del mondo Scarpe slacciate e palla ferma sulla testa, El Pibe de Oro balla al ritmo di Live is Life. Non era uno che pensava per sé, era consapevole di essere il più bravo di tutti, ma era grato, grato alla sua squadra, grato al pubblico. I soldi erano stati raccolti, non c’era alcun bisogno di rischiare, bastava giochicchiare, gli spettatori sarebbero stati contenti comunque, si sarebbero accontentati di aver visto il campione da vicino. Maradona per noi era diventato un’unità di misura. Nel secondo tempo, Maradona giocò ancora meglio. Dal momento del gol in poi non ricordo più nulla, nemmeno il modo in cui tornammo a Napoli, ma il dopo non contava più, il tempo era rimasto incollato per sempre, insieme al pallone, sul petto di Diego Maradona. Io non direi che Maradona fosse un’esibizionista – quando giocava ogni suo gesto mi sembrava funzionale al gol, mai un dribbling che non servisse. Maradona ci ha insegnato a sognare, ci ha uniti nel segno di qualcosa, quel qualcosa era lui che poteva arrivare fino in porta palla al piede, in qualsiasi momento. La Juventus arrivò al San Paolo dopo aver vinto otto partite di fila, era la squadra da battere e fu battuta. Il tocco da fare era uno solo, niente di sprecato. Platini, prima della partita, Marco Verratti è ormai al livello dei più grandi, Il calciatore di B di aprile 2021: Leonardo Mancuso, Momenti di calcio come sarebbero dovuti essere. maradona,video,palleggi,incantarono,mondo. La Direzione Aziendale del G.O.M. Maradona proseguì la corsa, ma lentamente, come se sapesse, lo accompagnò con gli occhi, lo raggiunse dopo solo per abbracciarlo. Fu così anche quella volta ad Acerra. Forse è meglio così, le opere d’arte che ci piacciono non le capiamo fino in fondo, non sempre, ma le amiamo lo stesso perché abbiamo sentito qualcosa. Scrive su Doppiozero, minima&moralia, Huffington Post, Rivista Undici e Il Napolista. Diego Maradona è arrivato al Napoli da poco, siamo in inverno, stagione 1984/1985, in una giornata di pioggia e fango gli azzurri vanno ad Acerra, periferia nord del capoluogo, per un’amichevole. Nel primo tempo calcia una punizione stupenda che solo un miracolo del portiere Ausmann evita che diventi gol. La mano de Dios e il gol del secolo, il secondo segnato all’Inghilterra ai mondiali del 1986. Il centravanti dell’Empoli si è aggiudicato di nuovo il premio AIC. Tutti conoscono decine e decine di gol di Maradona, di azioni indimenticabili. I gol da centrocampo alla Lazio e al Verona, un pallonetto meraviglioso ai tempi del Boca Juniors, la doppietta al Belgio ai mondiali del 1986, il gol di testa al Milan di Sacchi, dopo aver eluso con un lancio di Crippa il fuorigioco, un gol alla Roma dopo un controllo impossibile, la rovesciata da terra al Pescara, il colpo di testa in tuffo alla Sampdoria su cross di Renica. Maradona?”. C’è però, prima di chiudere, un altro gol sul quale occorre fermarsi, un gol dal quale si capisce che quando Diego Armando Maradona si metteva in testa una cosa. Quella punizione è leggendaria non solo perché fu segnata in quel modo e contro una fortissima Juventus, ma perché ancora adesso, dopo averla vista mille volte, e non soltanto io, fino in fondo, non si capisce bene come riesca Maradona a uncinare il pallone in quel modo. Incredibile. Perciò quel balletto è solo un prologo perché poi quella sera, durante la partita, Maradona continuò a ballare e costrinse gli altri 21 giocatori a una scelta: ballare con lui o guardarlo ballare. Gianni Montieri è nato a Giugliano (Na) e vive a Venezia. Come nelle migliori domeniche di novembre pioveva, quel giorno non ero allo stadio, mi raccontò tutto Enrico Ameri alla radio. L’ho visto applaudire Crippa dopo aver ricevuto un assist molto bello e fare la stessa cosa con De Napoli dopo i molti cross sbagliati. Tutti conoscono decine e decine di gol di Maradona, di azioni indimenticabili. Accelerazioni, dribbling, scatti, e poi pressing sui difensori avversari, resistenza ai falli. https://www.youtube.com/watch?v=1CavW8ODe54&feature=emb_title, Covid, le previsioni dell’Istat: “Calabria, la crescita continuerà ancora per poco e scenderà nell’arco di 3 settimane”, Covid Reggio, 5 decessi al Gom: il ricordo delle vittime, Rinascita Scott, Mantella: “Il clan Barba ha sostenuto Costa, affare da milioni con ex senatore Lombardi Satriani”. È stato – per l’Inghilterra – meglio perdere da quel Maradona che da qualunque altro avversario. Oct 13, 2016 - This Pin was discovered by TodoGrama. Prendemmo un treno di notte, dormimmo in corridoio, seduti per terra. La sua prestazione ha portato il Chelsea in finale. Quella ragazza che ci piaceva tanto ci avrebbe baciato, l’interrogazione del giorno dopo sarebbe andata bene, per non dire del compito di matematica. C’erano 70.000 persone allo stadio e Maradona è scesa in campo. La Juventus arrivò al San Paolo dopo aver vinto otto partite di fila, era la squadra da battere e fu battuta. Guarda il video del riscaldamento di Maradona a ritmo di musica su YouTube (basta un click) Partì dalla tre quarti destra (una tre quarti immaginaria, dato che con quel fango non si vedevano righe bianche) dopo aver rubato palla a un calciatore avversario, puntò verso l’area di rigore – o quella che era stata un tempo area di rigore – fintando col corpo, il pallone sull’esterno sinistro, si liberò di altri due calciatori, tagliò l’area in diagonale, altra finta per mettere a sedere il portiere, e gol a porta vuota, con ruzzolone nel fango. I gol da centrocampo alla Lazio e al Verona, un pallonetto meraviglioso ai tempi del Boca Juniors, la doppietta al Belgio ai mondiali del 1986, il gol di testa al Milan di Sacchi, dopo aver eluso con un lancio di Crippa il fuorigioco, un gol alla Roma dopo un controllo impossibile, la rovesciata da terra al Pescara, il colpo di testa in tuffo alla Sampdoria su cross di Renica. A noi sembrò che il pallone rimanesse incollato sul petto di Maradona più del tempo consentito dalla gravità. Qualche minuto dopo eravamo nella bolgia, quel giorno a Milano c’erano tantissimi tifosi del Napoli. Tutti hanno visto Maradona ballare, Youtube è piena di video di quella sera, ma quei momenti valgono qualche tentativo di spiegazione in più. Quindi abbiamo interrotto il nostro riscaldamento. Ogni volta che il pallone arrivava a centrocampo diventava preda di Maradona. Maradona ci avvicinò al possibile. Forse è meglio così, le opere d’arte che ci piacciono non le capiamo fino in fondo, non sempre, ma le amiamo lo stesso perché abbiamo sentito qualcosa. Nella ripresa furono tantissime le volte in cui partì in velocità dalla trequarti del Napoli, facendo ammattire tutti quelli del Bayern. Se il video è diventato così importante, non è certo per l’abilità con cui Maradona tocca la palla. Se, invece, qualcuno avesse provato a fare qualcosa di difficile, di troppo complicato, di impossibile gli sarebbe stato detto: “Ma chi ti credi di essere? Tutto molto rapido, tutto lentissimo. Mentre il pallone restava sulla maglia bianca di quel giorno, Maradona guardò Zenga negli occhi per tutto il tempo, questo dichiarò il portiere dell’Inter alla fine della partita. Semifinale di Coppa Uefa, Bayern Monaco – Napoli, stagione 1988/89, riscaldamento. Era un fuoriclasse, ma era anche uno di noi. Semifinale di Coppa Uefa, Bayern Monaco – Napoli, stagione 1988/89, riscaldamento. Maradona ci avvicinò al possibile. Mentre il pallone restava sulla maglia bianca di quel giorno, Maradona guardò Zenga negli occhi per tutto il tempo, questo dichiarò il portiere dell’Inter alla fine della partita. Qualche minuto dopo eravamo nella bolgia, quel giorno a Milano c’erano tantissimi tifosi del Napoli. Tutti hanno visto Maradona ballare, Youtube è piena di video di quella sera, ma quei momenti valgono qualche tentativo di spiegazione in più. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. Diego Armando Maradona Bayern Monaco Napoli 1989, il riscaldamento di Maradona. Sei punti di vista sull’approdo dello Special One a Roma. Erano belli perfino i calci di rigore. Il giorno dopo pagammo cinque o diecimila lire i biglietti da un bagarino davanti a San Siro. L’ho visto incitare tutti, da Luciano Sola ad Andrea Carnevale, da Giuseppe Bruscolotti a Bruno Giordano. Se cercate “Live is Life” vi compariranno solo video su Maradona. Un ricordo personale del “Pibe de Oro” in tre atti. È il senso di libertà e leggerezza del corpo di Diego nello spazio. Tutto accadde il 3/11/1985, tra poco da quel gol saranno passati 35 anni. Tutti conoscono, dicevo, i gol, le azioni, gli assist di Maradona, ma c’è un’altra cosa per cui è indimenticabile, e che lo rende ai miei occhi il più grande di tutti: il rapporto in campo con gli altri calciatori. L’argentino ci faceva vedere, domenica dopo domenica, che dal mondo immaginario a quello reale c’era un minimo scarto, una soglia piccola da attraversare; bisognava avere fiducia e fantasticare meglio, di più. Tutti conoscono decine e decine di gol di Maradona, di azioni indimenticabili. Patenti facili, concluse indagini: 84 indagati, Covid, la Calabria spera nella zona gialla dal 10 maggio, Crotone. Maradona balla, sorride ai compagni e palleggia, di tacco, di ginocchio, passa un pallone a De Napoli quasi senza guardarlo, fa ballare Careca, palleggia di testa, poi ferma il pallone e ricomincia. Incredibile. Prima e insieme alle altre cose che conosciamo, Maradona era questa cosa. Leggi su Sky Sport l'articolo Maradona, 30 anni fa il riscaldamento più famoso sulle note di 'Life is life' Nessuno poteva fermarlo dei dilettanti dell’Acerra, nessuno poteva fermarlo tra i nazionali inglesi. Continuano gli omaggi a Diego Armando Maradona in giro per i campi mondiali. Giordano si liberò di un avversario sulla fascia destra, poco fuori dall’area di rigore, crossò di sinistro, la palla superò Beppe Baresi, alle sue spalle c’era Maradona che stoppò di petto e poi mise il pallone in diagonale alle spalle di Zenga. Tutti hanno visto Maradona ballare, Youtube è piena di video di quella sera, ma quei momenti valgono qualche, Quella partita finì in pareggio, 1 a 1, la ricordo anche per un altro motivo: Maradona fece uno dei gol più belli, tanto bello che qualche anno fa ci ho scritto sopra. Quella partita finì in pareggio, 1 a 1, la ricordo anche per un altro motivo: Maradona fece uno dei gol più belli, tanto bello che qualche anno fa ci ho scritto sopra quattro poesie. Prendemmo un treno di notte, dormimmo in corridoio, seduti per terra. Anche a noi a casa ci pareva di ballare, non avevamo dubbi, il Napoli sarebbe passato. Il giorno dopo pagammo cinque o diecimila lire i biglietti da un bagarino davanti a San Siro. Gol che pesa ancora di più perché venne dopo quello di mano, in fondo al cuore, ogni inglese sa che il secondo gol di Maradona valeva da solo tutti i gol di tutti i tempi, ogni inglese può sempre raccontare che quella azione l’ha subita, che è molto meglio di non averla vissuta, un po’ come nella canzone di De Andrè “è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”. Anche contro il Napoli, la sua capacità di osare e prendere l’iniziativa è stata decisiva. Tutto molto rapido, tutto lentissimo. Visualizza altre idee su ghisa, riscaldamento, stufe a legna. Se riflettiamo, se pensiamo all’istante in cui Maradona prende palla e compie la prima giravolta ci accorgiamo che la decisione con cui l’argentino comincia l’azione è la stessa con cui la cominciò nel fango della periferia napoletana e chissà quante volte ancora. Questa è una parte della storia del mio Maradona, di cui avevo in casa un poster a grandezza naturale. Maradona proseguì la corsa, ma lentamente, come se sapesse, lo accompagnò con gli occhi, lo raggiunse dopo solo per abbracciarlo. Cosa succede se il calcio sopravvive solo grazie alla tecnologia? Palla rasoterra in campo aperto, l’attaccante brasiliano potè andare da solo verso la porta e segnare con un diagonale perfetto. La partita si giocò, l’incasso ci fu, arrivò molta gente dalla provincia per vedere Maradona da vicino, tanti bambini, anche chi non poteva permettersi il biglietto del San Paolo. Una partita a cui sono molto legato è un’Inter – Napoli, la prima trasferta della mia vita, era il 10 novembre del 1985. Non era uno che pensava per sé, era consapevole di essere il più bravo di tutti, ma era grato, grato alla sua squadra, grato al pubblico. È redattore della rivista bilingue THE FLR. Siamo dall’altra parte del campo, ci scaldiamo come tedeschi: seri, concentrati. Quel giorno, ancora ragazzino, ho capito quanto volessi bene a Maradona e non ho più smesso. Mi pare chiaro, pescando nei ricordi, che la presenza di Maradona (e in seconda battuta le vittorie del Napoli di quegli anni) ci autorizzasse ad alzare l’asticella dell’aspettativa verso il futuro. Un androide di una versione ancora migliore rispetto all’attaccante del Borussia Dortmund. Maradona ci ha insegnato a sognare, ci ha uniti nel segno di qualcosa, quel qualcosa era lui che poteva arrivare fino in porta palla al piede, in qualsiasi momento. Mentre il pallone restava sulla maglia bianca di quel giorno, Maradona guardò Zenga negli occhi per tutto il tempo, questo dichiarò il portiere dell’Inter alla fine della partita. La partita contro la Lazio è stata la dimostrazione della qualità offensiva della squadra di Gattuso. L’arbitrò non ravvisò gli estremi per il calcio di rigore. Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. Description: Maradona Title: Maradona balla nel riscaldamento Napoli-Bayern Monaco. L’altra certezza è che Maradona quella partita volle giocarla, pagando (pare) una penale ai Lloyds di Londra. Bollettino del 6 maggio Giordano si liberò di un avversario sulla fascia destra, poco fuori dall’area di rigore, crossò di sinistro, la palla superò Beppe Baresi, alle sue spalle c’era Maradona che stoppò di petto e poi mise il pallone in diagonale alle spalle di Zenga. your own Pins on Pinterest Nel tempo, oltre ai grandi gol straordinari, agli assist, ai miracoli pallonari, ha fatto altre cose per le quali la gente non lo dimentica e gli perdona, anche adesso, tutto. Ho sempre pensato (e qualche volta devo averlo anche scritto) che Maradona quel giorno sapeva dal primo controllo che sarebbe andato dritto in porta, che li avrebbe saltati tutti fossero stati pure cento, così dovevano andare le cose, così andarono. Per capire chi è stato Maradona bisogna guardare il filmato di quell’incontro. Nel secondo tempo, Maradona giocò ancora meglio. Erano belli perfino i calci di rigore. Su quella partita si sono sentite molte storie, quello che è certo è che Ferlaino non volesse disputarla affinché i calciatori  – e Maradona in particolare – non si infortunassero. Il tocco da fare era uno solo, niente di sprecato. Sono passati esattamente trentun’anni da quel 19 aprile 1989. Allo stesso modo, non si mise a ballare, palleggiando sulle note di Life is Life degli Opus, per farsi guardare dai tifosi che gremivano gli spalti (o forse sì, ma non penso che sia la cosa più importante). A distanza di anni mi sono convinto che lo fece per i compagni di squadra, era un modo per stemperare la tensione di una partita così importante, era un modo per ricondurre tutto alla dimensione del gioco, esattamente come i saltelli da boxeur fatti qualche anno prima ad Acerra. Come nelle migliori domeniche di novembre pioveva, quel giorno non ero allo stadio, mi raccontò tutto Enrico Ameri alla radio. Dal momento del gol in poi non ricordo più nulla, nemmeno il modo in cui tornammo a Napoli, ma il dopo non contava più, il tempo era rimasto incollato per sempre, insieme al pallone, sul petto di Diego Maradona. C’è però, prima di chiudere, un altro gol sul quale occorre fermarsi, un gol dal quale si capisce che quando Diego Armando Maradona si metteva in testa una cosa, e che quella cosa si poteva fare con il piede sinistro, la faceva. L’ho visto rialzarsi dopo i falli subiti (e non erano pochi) come se niente fosse, applaudire gli avversari, sorridere in momenti di grande tensione. Diego incantò, giocò, impegnandosi più di tutti, buttandosi nel fango, dribblando, inventando, segnando. Un’amichevole organizzata dal calciatore Pietro Puzone che da quelle parti è nato, la richiesta è di raccogliere fondi per un bambino malato. You also have the option to opt-out of these cookies. Quella partita finì in pareggio, 1 a 1, la ricordo anche per un altro motivo: Maradona fece uno dei gol più belli, tanto bello che qualche anno fa ci ho scritto sopra quattro poesie. L’ho visto applaudire Crippa dopo aver ricevuto un assist molto bello e fare la stessa cosa con De Napoli dopo i molti cross sbagliati. C’è però, prima di chiudere, un altro gol sul quale occorre fermarsi, un gol dal quale si capisce che quando Diego Armando Maradona si metteva in testa una cosa, e che quella cosa si poteva fare con il piede sinistro, la faceva. Il teatro è l’Olympiastadion di Monaco di Baviera, la partita è la semifinale di ritorno di Coppa Uefa tra Napoli e Bayern Monaco, l’artefice è Diego Armando Maradona. È un balletto, un’esibizione esteticamente sublime di un corpo imperfetto. C’è della musica in riproduzione e al ritmo della canzone Maradona ha iniziato a palleggiare con la palla. Il piede sinistro più famoso al mondo sinonimo di genialità. Lo ricordiamo tutti il Maradona che subisce fallo, sembra che stia per cadere, e invece quando è quasi per terra si rialza e arriva per primo sul pallone. Flamini tullio o're e napule Diego Armando Maradona. Non c’era, però, alcuna differenza tra una partita di campionato, una finale dei mondiali, un’amichevole nel fango, non per Maradona. Era solo pallone o no? Ricevi "Stili di gioco" direttamente nel tuo inbox. Era solo pallone o no? Nei primi 45 minuti giocò da solo con Careca, i centrocampisti e i difensori del Napoli rimasero molto bassi per respingere gli assalti del Bayern, che per la verità non furono nemmeno così tanti. La Superlega è il frutto di scelte politiche che vanno avanti da decenni. Muovendosi sulle note di " Life is Life" degli Opus, il Pibe de oro sprona la squadra e compone piccoli capolavori col pallone. “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria comunica che, nelle ultime ventiquattro ore, si sono registrati cinque... © Copyright 2017 Iacchite.com | Tutti i diritti riservati. Se riflettiamo, se pensiamo all’istante in cui Maradona prende palla e compie la prima giravolta ci accorgiamo che la decisione con cui l’argentino comincia l’azione è la stessa con cui la cominciò nel fango della periferia napoletana e chissà quante volte ancora. Alcuni ragazzi che conoscevo andarono a quella partita, li ho sempre invidiati. Semifinale di Coppa Uefa, Bayern Monaco – Napoli, stagione 1988/89, riscaldamento. Pareggiarono ma furono eliminati. Pareggiarono ma furono eliminati. Io non direi che Maradona fosse un’esibizionista – quando giocava ogni gesto suo gesto mi sembrava funzionale al gol, mai un dribbling che non servisse. Tutti conoscono, dicevo, i gol, le azioni, gli assist di Maradona, ma c’è un’altra cosa per cui è indimenticabile, e che lo rende ai miei occhi il più grande di tutti: il rapporto in campo con gli altri calciatori. Prima e insieme alle altre cose che conosciamo, Maradona era questa cosa. Il calcio raramente è giusto ma per Natale si può rimediare. La barriera non arrivò mai ai nove metri regolamentari, furono cinque metri, al massimo sei. Palla rasoterra in campo aperto, l’attaccante brasiliano potè andare da solo verso la porta e segnare con un diagonale perfetto. Tutto accadde il 3/11/1985, tra poco da quel gol saranno passati 35 anni. YouTube; Facebook; Telegram; Memes from Serie A Non il solito sito sul calcio . Cosa sta facendo questo ragazzo? Erano belli perfino i calci di rigore. Non del Napoli o della città, era di ciascuno di noi. Ballò tutto il tempo. Guardando Maradona giocare a calcio, o solo muovere le anche durante un riscaldamento, seguire un ritmo, assecondare una gioia interiore che debordava e ci si appiccicava addosso. Ballò tutto il tempo. Platini, prima della partita. Quel giorno Maradona realizzò un gol stupendo, uno dei suoi. Lo ricordiamo tutti il Maradona che subisce fallo, sembra che stia per cadere, e invece quando è quasi per terra si rialza e arriva per primo sul pallone. Palla dalla difesa a Maradona prima della linea del centrocampo, l’argentino è uno contro uno con l’ultimo uomo del Bayern, non toccò nemmeno il pallone per stopparlo, perché vide (e prima di vederlo, lo seppe), dall’altra parte del campo, Careca che arrivava a tutta velocità. Giordano si liberò di un avversario sulla fascia destra, poco fuori dall’area di rigore, crossò di sinistro, la palla superò Beppe Baresi, alle sue spalle c’era Maradona che stoppò di petto e poi mise il pallone in diagonale alle spalle di Zenga. Quel giorno, ancora ragazzino, ho capito quanto volessi bene a Maradona e non ho più smesso. Accelerazioni, dribbling, scatti, e poi pressing sui difensori avversari, resistenza ai falli. ANNO 1989: Celebre riscaldamento prima della semifinale UEFA contro il Bayern Monaco. Maradona?”. La partita si giocò, l’incasso ci fu, arrivò molta gente dalla provincia per vedere Maradona da vicino, tanti bambini, anche chi non poteva permettersi il biglietto del San Paolo. Giuliani dovette compiere solo un paio di parate importanti. Quei minuti commoventi e divertenti sono anche un messaggio ai giocatori del Bayern: «È la semifinale, voi siete forti, ma io sono più forte e stasera perderete». Non l’ho mai visto rimproverare un compagno di squadra per un passaggio sbagliato. Al quindicesimo rubò il pallone al difensore Nachtweih, dentro l’area di rigore, aiutandosi con una leggera spinta e la passò rasoterra in mezzo dove Careca segnò a porta vuota. Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. Se, invece, qualcuno avesse provato a fare qualcosa di difficile, di troppo complicato, di impossibile gli sarebbe stato detto: “Ma chi ti credi di essere? Il Napoli si riscalda, lì in mezzo alle auto parcheggiate, la divisa sociale è quella di tessuto grosso, lo sponsor è Cirio. Diego Maradona è arrivato al Napoli da poco, siamo in inverno, stagione 1984/1985, in una giornata di pioggia e fango gli azzurri vanno ad, Per capire chi è stato Maradona bisogna guardare il filmato di quell’incontro (, Semifinale di Coppa Uefa, Bayern Monaco – Napoli, stagione 1988/89, riscaldamento. Lui si ricordava da dove fosse arrivato, quando aveva la palla tra i piedi voleva vincere e non deludere chi era venuto a guardarlo. Anche a noi a casa ci pareva di ballare, non avevamo dubbi, il Napoli sarebbe passato. Maradona in quella progressione è così rapido che dà l’impressione di averne saltati dieci, nella realtà furono cinque, dalla giravolta a centrocampo, compreso Shilton. Nei vecchi video si vedono un parcheggio e uno sterrato coperto di fango, delle case in lontananza, qualcuno sui balconi (forse). Dopo un meraviglioso duetto con Careca, Maradona segna un bel gol di testa, con uno stacco degno dei migliori centravanti ma il gol viene annullato per fuorigioco. Tutti hanno visto Maradona ballare, Youtube è piena di video di quella sera, ma quei momenti valgono qualche tentativo di spiegazione in più. Aliboni ricorda Maradona: "Che gol mi fece" Il campione argentino ’bucò’ Roberto nella partita Brescia-Napoli. Partì dalla tre quarti destra (una tre quarti immaginaria, dato che con quel fango non si vedevano righe bianche) dopo aver rubato palla a un calciatore avversario, puntò verso l’area di rigore – o quella che era stata un tempo area di rigore – fintando col corpo, il pallone sull’esterno sinistro, si liberò di altri due calciatori, tagliò l’area in diagonale, altra finta per mettere a sedere il portiere, e gol a porta vuota, con ruzzolone nel fango. Avevo solo 14 anni, i miei mi fecero andare solo perché con me ci sarebbe stato un mio cugino più grande. Dal momento del gol in poi non ricordo più nulla, nemmeno il modo in cui tornammo a Napoli, ma il dopo non contava più, il tempo era rimasto incollato per sempre, insieme al pallone, sul petto di Diego Maradona. La corsa per non retrocedere può ancora riservare delle sorprese. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. È nel comitato scientifico del Festival dei matti. 26 novembre, 09:28 Calcio Maradona, il celebre riscaldamento sulle note di "Live is life" Prima della sfida con il Bayern Monaco Maradona fa piegamenti davanti a una vecchia auto, i compagni si muovono intorno. Tutti hanno visto Maradona ballare, Youtube è piena di video di quella sera, ma quei momenti valgono qualche tentativo di spiegazione in più. O almeno così sembrava, e tanto mi basta. Semifinale di Coppa Uefa, Bayern Monaco – Napoli, stagione 1988/89, riscaldamento. Published by: Trony. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. Platini, prima della partita, disse a Galeazzi: “Il Maschio Angioino è Diego”. A noi sembrò che il pallone rimanesse incollato sul petto di Maradona più del tempo consentito dalla gravità. O almeno così sembrava, e tanto mi basta. Maradona, il dio del pallone, si allenava a Soccavo, un posto in cui potevamo arrivare in motorino, addirittura in biciletta. Tutto molto rapido, tutto lentissimo. Il City ha disinnescato le armi offensive del PSG e ha raggiunto la finale. Tutto accadde il 3/11/1985, tra poco da quel gol saranno passati 35 anni. Il piede sinistro sopra al pallone. Era il giorno 19 aprile del 1989 quando il Napoli riuscì a portare a casa un 2-2 con il Bayern Monaco nella semifinale di ritorno della coppa Uefa-1988/89. Non c’è posto dove si possa fare riscaldamento, non si capisce nemmeno se ci siano gli spogliatoi. Nei primi 45 minuti giocò da solo con Careca, i centrocampisti e i difensori del Napoli rimasero molto bassi per respingere gli assalti del Bayern, che per la verità non furono nemmeno così tanti.
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