Per questo aveva ragione papa Benedetto quando ci diceva che chi crede non è mai solo. ed egli nei secoli non avrebbe mai ceduto il suo posto ad altri». La nasconde. Perché si spera sempre ci siano dei refusi, parole che sono scappate mentre qualcuno scriveva. Quest’uomo si salva perché ha il coraggio di spostare il suo sguardo dalla sua miseria a Cristo. A chi vuoi credere? Perché la Resurrezione significa innanzitutto che non c’è lì, dove noi crediamo che il Signore sia. Filippesi 3, 12. Giuda ci dice di no. Come è stato scritto,(24) «quanti
E non perché è l’ultima via d’uscita umanamente parlando, ma semplicemente perché alla fine di quello che non capiamo, soltanto fidandoci possiamo venirne fuori e possiamo trasformare la nostra vita in qualcosa di umano, nonostante che certe volte le nostre vite sono private di tutto ciò che le rendono degne di essere vissute. Non abbiate paura delle crisi, non abbiate paura della vostra nostalgia, del fatto che non siete contenti. (27) Persino un
Questa è la santità inutile e meravigliosa di Simone di Cirene, di Giovanni, nella Madonna… perché c’è un modo altro di dire inutile: è gratuito. Noi Gesù lo mangiamo: non lo baciamo, non ci limitiamo ad adorarlo. (28)
“Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. E persino queste donne che vedono Gesù, vengono tacciate di essere delle credulone, un vaneggiamento dice il Vangelo, Non credettero ad essi. La cosa che brucia di più in questo racconto è un dettaglio che non è di poco conto, è in un bacio. Quel Giuda che è nascosto dentro di noi, lo si combatte soltanto a patto che noi capiamo che cristiani si è non perché si frequenta Cristo ma perché lo si ascolta e si mette in pratica quello che ci dice. E solitamente quando arrivano le buone notizie, e cominciamo a capire che sono vere, le diciamo sottovoce. Tui Nati vulnerati,
Che cosa vede il mondo quando vede me, che vivo una vita piena di tanti problemi, magari? La testimonianza di cui parlo è un incontro reale con Gesù Risorto, e questo possiamo solo desiderarlo, chiederlo e lasciarci raggiungere da tutto questo. Mane nobiscum Domine, fermati qua, resta con noi Signore! È Pasqua e non lo sa nessuno! dallaltra parte» della strada,(30)
Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! MEDITAZIONE. Il mistero dell'Incarnazione: il Figlio di Dio prende il suo Lattendevano a casa i preparativi del giorno festivo: al tramonto, infatti,
Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum. A volte essere cristiani vuol dire ricordarsi delle cose quando ne sentiamo altre. Non cerchiamo più prove, certificazioni sulla nostra fede, noi sappiamo che Lui è vivo e sappiamo tornare indietro, sappiamo raccontarlo, sappiamo dirlo persino agli apostoli a Gerusalemme. Eppure è grazie a loro che quella via, quella via dolorosa, quella via della croce, non è disumana. Meditazione: Fa', o Gesù, che sul Tuo esempio sappia accogliere la croce con semplicità e generosità: aiutami a portarla con coraggio, costanza e silenzio: illuminami a capire che dove c'è una croce ci sei Tu, sempre disposto ad aiutare, come un dolce amico, tutti coloro che Tu chiami a portarla. R/. Non capisco perché non troviamo vie d’uscite. Personaggio inutile. «Il cimitero e la capanna dei morenti, dice, sono i miei più bei libri di meditazione.» Nel 1885, ha già seppellito 1800 dei suoi fratelli lebbrosi, vale a dire in media tre alla settimana. Giuda vuole usare Gesù per debellare i romani. L’immagine in alto è uno dei disegni realizzati dai ragazzi delle case-famiglia «Il tetto» di Roma che accompagnano il libretto della celebrazione. La fede è ciò che il Signore ci dà per guidarci nel buio. No Copyright 2020 | Privacy Policy Questo sito è protetto da reCAPTCHA e la Privacy Policy e Terms of Service di Google. Non meravigliatevi se certe volte ci sentiamo costretti o in gabbia o carcerati. Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Pane. Non si può perdonare uno che non accetta di essere perdonato. 16 Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. C’è un momento in cui siamo davvero soli. Eppure in questa storia, mi piace sempre ricordare che tutto il cammino di Gesù, quella che noi chiamiamo la Via Crucis, la via della croce, la via che lo porta fino alla morte è costellata di gente inutile. È l’ora in cui non si comprende, è l’ora in cui si dice a Dio quello che secondo noi è la via d’uscita. Ricordatevi che il male è ripetitivo. E che la più bella notizia della Pasqua è che quando accade la Pasqua non lo sa nessuno. Non so se ci avete mai riflettuto, ma nella maggior parte dei passi del Vangelo, quando la gente si rivolge a Gesù lo chiama Maestro, Rabbì, Signore. patibolo di quel condannato sfinito. mistero dellincontro con Dio che attraversa allimprovviso tante vite. Ha bisogno di loro, ha bisogno di questi amici. V/. Ha ragione questo ladro buono a dire che certe volte ci troviamo sulla croce per giusta condanna, seppure è vero che la croce rimane un mistero. E sappiate che quando il tradimento viene da noi che dovremmo essere i praticanti, gli intimi, il nostro tradimento fa più male, perché assume il contorno dell’ipocrisia. Si è credenti quando non si ha più bisogno dei segni. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: “Elì, Elì, lemà sabactàni?”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Il mondo come tratta i problemi in una famiglia? Ma è un uomo che vive l’angoscia e la paura della morte e con mitezza e mansuetudine stende le sue braccia su quella croce ed è disposto a provare la solitudine più grande di tutte, che è la solitudine della morte. Il Vangelo ci racconta che Gesù ha provato tutto questo. Se sei nuovo in questo sito (e magari nel mondo della meditazione in generale), allora questa pagina è il posto giusto per te . Questo è un dono che si riceve soltanto a patto di essere umili, a patto di comprendere che noi non smettiamo mai di imparare che cosa significa ragionare come Cristo ragiona ed è l’unico valido motivo per cui andiamo a Messa la domenica. Indossiamo un’intimità ma nel cuore lo tradiamo. Noi invece facciamo confessione di fede ai nostri peccati e certe volte diciamo che siamo indegni, che è un modo altro di dire che il nostro Dio è la nostra storia, non il Dio di Gesù Cristo. Anch'io vorrei aiutarTi a portare la Croce. Ed entrando dentro lo costringono alla Messa. E' il
E disse: “Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno”. E da quel momento in poi il Padre e il Figlio in un grande abbraccio d’Amore hanno chiuso tutto. Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
Forse son troppo piccolo e debole, ma ho tanto cuore, Gesù! Tutti sono convinti, assuefatti, segnati dal Venerdì Santo, tutti hanno ancora impressa nella memoria la sua morte violenta, il suo grido sulla croce. E' per questo che aveva poi ripreso da Isaia quelle sorprendenti parole di Dio:
E tante altre cose che il Vangelo non ci ha raccontato Giuda le ha viste, le ha toccate, ne ha fatto esperienza. Perché ci ricordiamo come ci si sta in quella solitudine, come si vive quell’angoscia e quella paura. A volte siamo costretti a occuparci di qualcuno, costretti ad affrontare un problema, costretti ad aver cura di qualcuno che è schiacciato da una croce. Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum. Egli rispose: “In verità ti dico oggi stesso sarai con me in Paradiso”. Le sue parole dicono una professione di fede bellissima, che potremmo tradurre così: per quanto io abbia sbagliato, tu Gesù sei più importante, Tu vali di più. I termini che scaturiscono da un ambito religioso o hanno un esito popolare o hanno un esito ricercato. adveniat regnum tuum;
A patto che ci facciamo spiegare le scritture da Lui. Se questa cosa fosse la cosa più importante dovremmo scandalizzarci anche del tradimento di Pietro, dei nostri tradimenti costanti. Gesù Cristo non è un eroe greco che sale impavido sul legno della croce. Dal Vangelo secondo Matteo. Ricordarsi che non siamo soli quando ci sentiamo invece soli. Problemi a destra e a manca… la città, la parrocchia, la famiglia… Eppure c’è una parte dentro di noi che non sa essere rassegnata. E piano piano ci nasce una cosa che solitamente addomestichiamo con gli psicofarmaci, sono le crisi. Come la Madonna. 17 Ed egli disse loro: “Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?”. Siamo chiamati a farci santi in una vita in cui ci sentiamo costretti. Cristo si occupa dei poveri. Ma noi non lo sappiamo, non ce ne accorgiamo. MEDITAZIONE Simone di Cirene, chiamato a portare la Croce, certamente non la voleva portare. ), i nostri pensieri si rivolgono a sua Madre: ritornano indietro, all'origine di questo corpo, che già ora, prima della crocifissione, è tutto una piaga (cf. Questa è la bestemmia contro lo Spirito Santo, perché non si accoglie qualcosa che ci vuole essere donata con una gratuità assoluta e con il ristabilire il primato: per quanto possiamo essere state le persone peggiori al mondo, Cristo è più grande. e gli affaticati. Non dobbiamo avere paura delle crisi. che scorta Gesù lo ferma e lo costringe a reggere per un tratto di strada il
Per noi è più semplice piangere con la Maddalena fuori dal sepolcro, è più facile aggrapparci, baciare, sostare, vegliare, pregare fuori dal sepolcro che accettare che quel sepolcro è vuoto. È un augurio che voglio fare a me e a ciascuno di voi, forse non siamo ancora capaci di riconoscere la Risurrezione che già è operante in questo momento della storia, nella nostra storia, però ci accorgiamo che la Risurrezione è vera quando troviamo qualcuno che ci riaccende il cuore. Simone di Cirene torna dal lavoro, è sulla strada di casa quando s’imbatte in quel triste corteo di condannati – per lui, forse, uno spettacolo abituale. Come Pilato, come il Cireneo, come Maria?”. (23)
Perché la santità non è “mi piace fare il bene”. Credo che non ci sia preghiera più sintetica e più bella: “Ricordati di me”. Dovremmo essere logicamente rassegnati eppure c’è qualcosa che ci mantiene vivi. Medjugorje: novembre 2018 I stazione:… Non è lì dentro. E Cristo? Ragionare cristianamente significa ragionare come Cristo e questo io credo sia la cosa più grande che noi possiamo fare mentre ci diciamo intimi. Ed è bello pensare che accanto a questo bacio, potremmo accostare un altro racconto del Vangelo, è il racconto in cui Cristo dà il primato a Pietro. Di uno che sente sopra di sé non l’eroismo della croce, ma il fallimento della croce. “La cattedrale me la ricordo, ma tu no!”. Venuto a conoscenza della decisione, il prescelto viene accompagnato dal Priore in un’apposita camera per la vestizione: la stanza del Cireneo, dove indossa il saio nero, il cappuccio e il cordone di crine nero con il rosario ma, a differenza di tutti gli altri confratelli, cammina scalzo e non porta la fascia con il medaglione che certifica l’appartenenza alla Confraternita. Signore io non capisco perché sto vivendo questo. “Sai io vado a messa, mi accosto alla comunione, ai sacramenti, ascolto la parola, prego, dico il rosario…”. Si può diventare dei buoni cirenei anche se a volte ci si sente costretti, ma in quella costrizione, in quel prendersi la responsabilità di cose che non abbiamo scelto si compie la santità. Lo aiuto io!”. È sempre molto più facile credere alla morte che alla vita. Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce. Ed essi raccontarono loro ciò che era accaduto lungo la via e come lo avevano riconosciuto nello spezzare il pane.”. Se vuoi credere alla tua storia sbagliata sappi che morirai così: arrabbiato, rancoroso, triste, angosciato, incattivito. Perché si spera sempre ci siano dei refusi, parole che sono scappate mentre qualcuno scriveva. I Vangeli non forniscono ulteriori informazioni sul Cireneo, salvo che egli era "padre di Alessandro e Rufo". Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare
L’altro ladro che è arrabbiato, che è rancoroso, è perché ha gli occhi fissi sulla sua storia, non riesce a guardare nient’altro che la sua storia, ed è arrabbiato. persone generose, dei missionari, dei Samaritani che non «passano oltre
Sì, è vero, ma attenti: guardate che noi tradiamo Gesù non tanto con i nostri peccati, non innanzitutto, ma quando nonostante siamo cristiani, preghiamo, frequentiamo i sacramenti, ascoltiamo la Parola, ripetiamo le Ave Marie, il nostro modo di pensare è un modo di pensare mondano, è del mondo. Chi è il “misericordiato”, per usare questa parola così cara a papa Francesco? Cristo Gesù… diventando simile agli uomini… Meditazione Il Figlio di Dio si fa simile agli uomini perché essi diventino simili a … L’argomento più interessante per un cristiano non è la cronologia dei propri peccati, ma è Cristo, Gesù. Un anno ho meditato sul cireneo, un altro sul centurione, altre volte sulle pie donne, sul ragazzo avvolto da un lenzuolo che fugge quando Gesù viene arrestato, eccetera. Eppure la morte di Gesù sulla croce ci ricorda che lui ha occupato l’ultimo posto. delle prime stelle in cielo. - Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. Sapete perchè inutili? Gesù sa. Non sono utili nel senso che non risolvono il problema di Cristo, ma restano nella vita di Cristo in quel momento difficile, non avendo nessuna soluzione, offrendo la loro inutilità rispetto a una soluzione, e ci insegnano una santità bellissima: è la santità di essere servi inutili. Allora la solitudine di Gesù diventa una paura tremenda: la paura della morte, la paura della sofferenza. (31) Galati 6, 2. E l’amore vero è sempre inutile, cioè, è sempre gratuito, è sempre gratis, è sempre uno spreco agli occhi del mondo. Mc 15, 24 ecc. Luca 10, 30-37. E nella solitudine abita anche l’angoscia, la paura. “Gesù – dice questo ladro buono – ricordati di me”. Dove e come. Tutti sono convinti della croce ma nessuno sa che è già Pasqua. Anche loro sono rimasti delusi da questo Rabbi che li aveva affascinati, anche loro forse avevano pensato che in lui c’era una risposta a quell’anelito che sentivano nel cuore. È lui che si mette tra noi e il vuoto più assoluto. et dimitte nobis debita nostra,
aiutato dal Cireneo a portare la Croce. Quanto più bella e romantica è l’idea invece che Simone di Cirene dice: “Ma no, poveretto, lo aiuto io! La rabbia e l’odio nascosto che tante volte noi riserviamo a Giuda, sono una rabbia e un odio nascosto nei confronti di noi stessi, anche se non lo sappiamo, è qualcosa che ci accade inconsciamente. Però sapete una cosa? Sapete, il tradimento di Giuda non è un tradimento diabolico nel senso astratto del termine: Giuda che odia Gesù allora lo consegna… No, non odia Gesù, semplicemente Giuda tradisce Gesù perché frequenta Gesù in intimità, ma ragiona alla maniera del mondo. Se ne accorgeranno dopo, molto dopo, un po’ alla volta. manifestato anche a quelli che non si rivolgevano a me». VII a. C. (data tradizionale 631 a. C.), guidati da Batto, che fondò una dinastia durata sino al 440 a. C. Ed è bello pensare che noi che oggi abbiamo nella nostra vita, per quello che stiamo vivendo, gli occhi pieni dei nostri venerdì santo, noi che siamo disposti a credere alle nostre mani oltrepassate da quei chiodi che la vita ci ha riservato, per noi che siamo assuefatti da tutto quel buio, il Vangelo ci dice che è già Pasqua. Accasa secondo quello che è la tua volontà, perché io so che la tua volontà è sempre meglio di quello che io penso. Fratelli miei, molte cose che abbiamo fatto nella vita non possiamo più aggiustarle; alcune cose che abbiamo rotto non possiamo più metterle insieme; la stragrande maggioranza di quello che abbiamo vissuto a volte è irreversibile. È lì che sta agendo la Risurrezione. Che cosa sente la nostra bocca? Cristo rispolvera tutto questo a patto che ci mettiamo in cammino con Lui. Quel Gesù trafitto, quel Gesù piagato, quel Gesù confitto è nascosto misteriosamente dentro la nostra vita e dentro le nostre croci, così come sacramentalmente e misteriosamente è nascosto nel pane eucaristico. pnas mecum divide. E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gesù cerca di tirare nella sua solitudine Pietro, Giacomo e Giovanni. E i suoi amici dormono, si addormentano. Io credo che la lezione di Giuda e di Pietro sia un esame di coscienza profondissimo innanzitutto per noi che siamo in questa bellissima cattedrale, noi che abbiamo l’opportunità di baciarlo, anzi vorrei dire di sorpassare anche la soglia del bacio. E soprattutto a portare la croce, passaggio obbligato senza il quale non si comprende il valore e […] Cesare Nosiglia ha tenuto sabato 3 aprile nella ltirugia di preghiera, in diretta Tv e social, di fronte alla Sindone. Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito. Lc 22, 53 I testi della liturgia del Triduo Sacro ci colpiscono, come un colpo di frusta, per la cruda brutalità dei tormenti ai quali il Salvatore è stato sottoposto per volontà del Sinedrio, su ordine del Procuratore romano. non siamo soli, mai. I nostri occhi riescono ad accettare di più Gesù Crocifisso di Gesù Risorto. E' stato quindi costretto. Da questi testi – on line a questo link sul sito della Santa Sede – pubblichiamo come piccolo esempio la meditazione sulla V stazione, quella del Cireneo che aiuta Gesù a portare la croce. Perché quello che abbiamo sperimentato ci ha convinto. Il Mistero della carità di santa Giovanna dArco (1910). V Stazione: Gesù è aiutato dal Cireneo. © Copyright 2007 - Libreria
Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male”. Si carica di quella sofferenza, la vive Lui in prima persona. Tornava dalla campagna, forse dopo alcune ore di lavoro. “La sua salvezza è vicina a chi lo teme e la sua gloria abiterà la nostra terra. Lui è sceso fino all’ultimo posto, nessuno di noi può più dire di essere l’ultimo. È uno che si è convertito, e che significa che si è convertito? nomi dei figli di quelluomo divenuti cristiani, Alessandro e Rufo. Vivi a tal punto che c’è una parte di noi, tipo la nostra ansia, che ci sta dicendo qualcosa, che sta suonando un campanello di allarme. Ma ormai era troppo tardi, era lui che era passato
Senza rendercene conto infliggiamo a Cristo un’altra sofferenza come quella di Giuda, perché è la sofferenza di chi approfitta di quella vicinanza, ma la ignora completamente in termini di scelte, di vita, di ragionamenti. Gesù conosce tutto questo, per questo può comprendere la nostra solitudine. La santità è accogliere quello che la vita ci riserva, nonostante che le cose che la vita ci riserva, per la maggior parte noi non le abbiamo scelte. sanctificetur nomen tuum;
Personaggio inutile. Ma è nella qualità di questo tradimento la cosa che fa più male, perché Giuda sceglie un bacio per tradire Gesù. Solo Cristo è l’unico che può parlare a quell’ansia, a quella paura, a quell’inquietudine. ma si chinano sui miseri caricandoli su di sé per sostenerli. Un ordine secco della pattuglia romana
Entra dentro di noi attraverso l’Eucarestia. Marco 15, 21. divina e lopera umana. È bello pensare che Cristo costantemente travestito da straniero – diceva un teologo “travestito da caso” – passeggia dentro la nostra vita, ci fa visita. Ho espresso, nel lontano e nevoso gennaio del 2002 il desiderio forte, che P.Pio mi aiutasse ad uscire da una situazione personale (morale ed emotiva) molto angosciante. Tu puoi cambiare tutto, tu puoi risolvere tutto, tu puoi guarire questa persona, puoi guarire me, però non fare secondo quello che penso io. È sempre molto difficile aggiungere parole a questo forte grido di Cristo. Ma la nostra fede ci ricorda che al fondo di quello che noi vediamo è nascosto lui, Gesù crocifisso. E che ci fa molto bene parlare tra di noi, di quello che è successo, anche se non abbiamo le chiavi di lettura. “Se è possibile allontana da me questo calice”. La Parola (Mt 27,32; Ps 84): “Incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui”. Luca 9, 23. Grazie alla generosità di una persona che è voluta restare anonima, qui di seguito potete trovare la trascrizione delle meditazioni di don Luigi sulla Via Crucis pubblicate in questi giorni nei diversi video nella sua pagina Facebook, oppure potete scarcare il file Word da questo link. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: “Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!”. La santità di Giovanni è raccogliere le parole di un moribondo, di Gesù sulla croce, lì, anche se non gli salva la vita. Li aveva curati, confessati, assistiti nella loro agonia come suoi propri figli. Che cosa vede il mondo quando vede qualcuno che soffre? Dov’è o morte la tua vittoria? Sono le parole di uno che è lontano, di uno che sente che il Padre è lontano. «Io mi sono fatto trovare anche da quelli che non mi cercavano, mi sono
Cristo per rendersi solidale con la nostra sofferenza non ce la spiega. Ed è così grande questo dolore che lui prova dentro di sé che suda sangue. E Cristo? Il Vangelo ci dice questa parola per dirci che ci si può far santi pur sentendo che la vita a volte ci sta stretta, che ci costringe, che ci soffoca. È sempre più facile credere a una brutta notizia che ha una buona notizia. “Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme dove trovarono riuniti gli undici e gli altri che erano con loro i quali dicevano: davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone. Solitamente ci sentiamo soli proprio perché certe volte ci mancano anche le parole per poter raccontare quello che stiamo vivendo. sed libera nos a malo. il discepolo che «porta la croce dietro a Gesù», seguendone le orme. Meditazione: Mi fa invidia, Gesù, il Cireneo! Pubblichiamo le meditazioni alle stazioni della Via Crucis scritte da don Vincent Nagle, che ci fa così un grande, grande regalo. Indicazioni generali. Alla tua storia sbagliata o a Lui? (27) Cf. La fede viene dall’ascolto, non dai baci. - O Cuore di Gesù, disprezzato ed umiliato. Vede il fallimento, vede la fragilità, vede l’uomo, vede la sua miseria. Pane. Dov’è? Nessuno di noi può dire di essere più solo, perché Gesù ha occupato l’ultimo posto. Il Signore, quando chiama una creatura a essere sua, le fa sentire il peso della Croce. tam dignati pro me pati,
Gesù ha distrutto questa solitudine radicale che è presente dentro ciascuno di noi. Sono tutti ladri. Quello stesso Cristo che pochi minuti prima aveva detto “tu sei Pietro”, a quest’uomo dice: “Vade retro satana, perché tu mi sei di scandalo, mi sei d’intralcio, mi sei da ostacolo, perché non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini”. Buona meditazione a tutti, con l’Epistolario di san Padre Pio!1 ... «Rappresenta alla tua immaginazione Gesù crocifisso tra le tue braccia e sul tuo petto, e di' cento volte, baciando il suo costato: “Quest’è la mia speranza, la viva sorgente della mia felicità; (29) Cf. dellAfrica, di Cirene, città che saffacciava sul litorale libico e che
Lì troverai alcuni utili consigli e indicazioni di base. E disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. Come cristiani dobbiamo imparare forse di nuovo questo spreco, questa gratuità, questo amare inutilmente, amare senza avere la pretesa di risolvere la vita delle persone. Non dobbiamo avere paura dei nostri attacchi di panico, della nostra ansia… perché tutto questo ci dice che siamo ancora vivi, vivi a tal punto che stiamo male per le cose. Paolo,
Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi. Nessuno. V/. Che cosa è ‘sta morte, ‘sta sofferenza? È come se qualcuno riaccendesse dentro di noi una fiamma che la vita ha spento. “Con il mio mestiere ho aiutato generazioni di bambini a camminare diritti con la schiena. 2639 - Miniato da Nicola da
Meditazione sulla Via Crucis Meditazioni della Via Crucis 2014 al Colosseo, scritte da Mons. Fratelli miei, noi non siamo al sicuro, perché i sacramenti non sono amuleti, non basta dire: “Ho preso l’Eucarestia e questo mi tiene al sicuro”. Oh, se si potesse correggere il Vangelo, quante cose dovremmo rettificare! Questo ci salva. La cosa che brucia di più di questo racconto non è il tradimento di Giuda. MS. Vat. Lo aiuto io, povero Gesù, che è schiacciato dalla croce. Questo è il suo pensiero. Se non ci convertiamo. E quando alziamo lo sguardo verso il crocifisso sappiamo che c’è sempre qualcuno dietro le nostre spalle, qualcuno che ha deciso di coprirci queste spalle, qualcuno che ha scelto appositamente quell’ultimo posto, quando nemmeno l’Amore di chi ci sta accanto può raggiungerci, quella è l’ora in cui Gesù Crocifisso è l’unica vera nostra compagnia. E Gesù si sente rasserenato che almeno uno, uno, anche se non è la sua carne e il suo sangue che glielo hanno rivelato ma è il Padre che è nei cieli, uno lo sa, uno ha detto la cosa giusta, l’ha detta bene. Biblioteca Apostolica Vaticana, OTTAVA STAZIONEGesù è
Vorrei concludere proprio cosi, ricordatevi che si diventa dei buoni credenti quando non si vede più Cristo. fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra. Ma la storia più affascinante è quella di questi discepoli, di questi due giovani che se ne stanno tornando a casa con la coda fra le gambe. Meditazione sul Vangelo di Lc 14,25-33 Tutta la vita è un dono. Basta praticare il cristianesimo per dirci dalla parte giusta? A patto che lo tratteniamo. “Ma Signore io andavo a Messa alla cattedrale di san Lorenzo a Bruxel, hai presente quella facciata bellissima con i marmi bianchi e rosa?”. Se potessimo scegliere sceglieremmo un’altra vita, non quella in cui ci sentiamo carcerati perché siamo ostaggio della croce anche di qualcun’altro, non soltanto della nostra. Is 52, 14). Enzo Bianchi – Facciamoci prossimo di chi soffre e gridiamo davanti a Dio, don Luca Mazzinghi – Introduzione alla Bibbia – 14 Vangelo di Marco 14,53–15,20, don Cosimo Schena, il prete poeta e influencer, Bartolomeo de Filippis – Commento al Vangelo del 11 Aprile 2021, padre Maurizio de Sanctis – La resurrezione di Gesù. Lui è l’ultimo. Quando un bambino nasce grida, piange, perché inizia a respirare. Se noi soffochiamo queste domande, Cristo per noi è inutile cosi come è inutile la risposta a uno che non ha nessuna domanda. (28) Cf. sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”. Mentre conducevano via Gesù, presero un certo Simone di
Quando prendiamo quel pezzo di pane e diciamo “il corpo di Cristo” che cosa vedono i nostri occhi? Ma Gesù conclude la sua preghiera dicendo: “Non come voglio io, ma come vuoi Tu”. Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce - Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo! Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Per questo la notte del Getsemani è una notte che contiene una nuova novella. Sì, sono tutte le nostre vite ipotetiche, ma non sono le nostre vite, perché la nostra vita è questa: imperfetta, contraddittoria, piena di cose che non ci siamo scelti, eppure siamo chiamati a farci santi lì, nelle cose che non abbiamo scelto. Noi non lo sappiamo che è Gesù Risorto, ci sembra un evento qualunque, uno qualunque, eppure questo straniero che si fa così vicino, fisicamente vicino ai discepoli, parla con loro, li tocca, fornisce a loro una chiave di lettura e loro si accorgono che questa chiave di lettura è vera perché gli arde il cuore. Vengo io! lapostolo, era stato intercettato, «afferrato e conquistato» (25)
La tua volontà possiede il vero bene per la mia vita. Perché uno che ha cambiato davvero vita, uno che si è convertito, non è uno che non sbaglia, ma uno che ragiona come ragiona Dio. Cristo ci ha detto che c’è un modo esatto di vivere un’ora del genere. Atti 2, 10; 6, 9; 13, 1. C’è una disperazione che Gesù prova in quel momento, Lui che è il Figlio di Dio sa come si sente un uomo o una donna quando non trovano vie d’uscita, quando toccano con mano cosa significa avere a che fare con la morte o la paura.
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